# partenza n.97

Impegnato a tenere con una mano il filo in equilibrio e l’altra nascosta tra le gambe piantate nel terreno con un piede rivolto a nord e uno a sud e le braccia in tensione. Il filo si consuma nel prendere la decisione su quale capo tenere fino alla fine dello sforzo lasciando ogni cosa andare per il suo verso.

Non le parole ma i silenzi, le pause e gli spazi bianchi dove non ci sono segni interrotti di sospensione. Non si può evitare di essere qui e adesso non ci si può più scansare.

La cosa che trattiene i due capi del filo è forse il bisogno reciproco mentre lo sforzo sembra ormai oltre le capacità di tenuta. Non solo di forza ma di equilibrio. 

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