# partenza n.69

Si compone senza dipendere da nessuno e con discrezione spezzando le frasi e scegliendo i tempi. Poi si diventa liberi facendo attenzione a non inciampare nei tranelli che si nascondono sulla strada.

La libertà rimane un’utopia essenziale sempre sfuggente che si muove dentro una cornice di cristallo. Fingiamo di conoscerla bene ma diventa un’ossessione quando il respiro comincia a mancare e poi si riposa succhiando la sua intera dimensione nella stanchezza. Striscia e si confonde tra i rumori delle scarpe che pestano il suono dell’insopportabile.

Si allunga senza tregua, finisce dentro gli occhi nella sospensione del vedere. Diventa plurale e cambia di genere ma solo all’ultimo ancora e sempre. 

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