# partenza n.63

Non si possono escludere le pause necessarie. Sono decise unilateralmente e ricercate, in un certo senso programmate. E’ una questione ancora dibattuta e come molte altre di una certa importanza divide due nette fazioni, senza spazio per un incontro diplomatico.

Una parte minoritaria sostiene e tende a credere alle pause come parte attiva per occupare gli spazi necessari. Spazi minuscoli in realtà che sfuggono all’osservazione. Sembra accada spesso, sostengono. L’altra invece sempre attenta ai grandi avvenimenti non fa attenzione alle cose minori che spesso si rivelano però di importanza capitale.

Meglio fermarsi oppure proseguire senza sosta fino dove non è ben chiaro? Domanda inutile. Ma ce ne sono così tante che una più una meno non se ne accorge nessuno. Ammettiamolo, facciamo solo finta di sapere che nulla sarà come prima.

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