# partenza n.61

Una specie di fossa scavata in basso ma abbastanza ampia e sufficientemente luminosa. C’erano delle vetrate in alto, sopra il lato lungo del rettangolo, che garantivano alla luce di entrare da un cortile esterno in cemento.

E a noi che eravamo dentro di non sentirci rinchiusi e in affanno. Il luogo si raggiungeva con numerose scale dal bordo della strada. Il colore predominante era rosso scuro o granata intervallato dal verde della pavimentazione. Dal soffitto pendevano grosse lampade che consentivano, anche nelle giornate di brutto tempo, una sufficiente illuminazione.

C’era del movimento in quel posto che spesso durava per tutto il pomeriggio e finiva con inevitabile precisione dentro un corridoio dove si affacciavano numerose stanze di servizio. A seconda delle stagioni uscivamo da lì con la luce del giorno oppure sotto il riflesso giallo dei lampioni che scendeva dall’alto. 

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