# partenza n.53

Si svegliava di soprassalto inseguito dai fantasmi. Succedeva ogni tanto, alcune circostanze lo imponevano insieme a una specie di febbre e a un senso improvviso di abbandono affiancato da un rumore interminabile.

Un vento abituale e improvviso agitava gli alberi in modo violento con le chiome che ballavano avanti e indietro all’infinito. Qualcosa rimaneva attaccato al corpo e sembrava succhiare l’energia contro l’evidenza della chimica.

Il suo agire scavava tra le parti e il dolore poi non lo abbandonava per lungo tempo. Faceva parte delle cose che potevano accadere e si mischiavano per rendere necessaria l’opera di precisione che separava la verità dall’immaginazione. Ma non sempre era capace di distinguerle.

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