# partenza n.52

Eccoli lì in un piccolo fossato proprio dietro casa. Erano tempi favorevoli, ci si poteva ancora fare il bagno, l’inquinamento non era ancora arrivato. Quando il caldo si espandeva nella pianura, si soffocava.

Spesso al mattino una specie di condensa sembrava nebbia. Un caldo così umido che oltre gli alberi sugli argini dei fossi sembrava di vedere una distesa d’acqua. Ma invece era solo illusione.

Anche loro erano pieni di illusioni, le coltivavano fin da bambini. Forse per il clima che li costringeva a immaginare un mondo oltre la nebbia. S’illudevano, mentre mostravano le dita della mano aperta su un ceppo.

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