# partenza n.47

Quando aprì la finestra sembrava tutto diverso. La notte, il giorno, il tempo, la temperatura, i sogni, si mischiavano senza tregua. L’attimo si accendeva, che lo volesse o meno, che ne fosse cosciente o meno.

S’innescava lo scambio esatto, senza intervento della volontà ma con l’uso della cautela perché certe cose, come si dice, viaggiano sul filo del rasoio. Al tempo non era ancora del tutto caduto da una parte e neppure dall’altra e non si trovava neppure nel mezzo.

Quando aprì la finestra successe e basta, mischiandosi in un completo caos. Credeva di vedere ma tutto era buio. I colori non erano più quelli e le voci diventavano altre voci.

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