# partenza n.37

Appoggiato alla spalliera del letto guardava dallo spicchio della finestra che la posizione gli permetteva. Avrebbe potuto anche muoversi ma non lo fece perché gli sarebbe sembrato di barare.

Aggrappato a questa posizione provava a giocare a quel gioco. Immaginava connessioni anche dove sembravano non esserci, piani diversi e colori cambiavano di posizione. Non era indispensabile trovare l’angolazione migliore del silenzio, stare immobili in apparenza, andare in direzioni meno affollate, continuare a essere filtro per cercare l’equilibrio.

“Cosa è la vita se non la ricerca dell’equilibrio” gli aveva detto un amico. Custodiva quella frase sperimentandola. Ancora avanti, questo gli sembrava il senso.

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