# partenza n.36

I pini erano lì da mille anni. Lui era il primo che avrebbe dovuto capire. Svegliarsi all’alba, scendere dal letto con cautela, fare piano per non svegliare gli altri, camminare con i talloni alzati, prendere in mano le scarpe e calzarle solo fuori dalla porta di casa, respirare con un certo affanno e sbadigliare con un brivido di freddo.

Erano i primi passi prima di entrare nel flusso interiore dello scambio tra corpo e natura.

Ma per fare cosa? Per vedere le scintille ritornare verso l’anima e l’anima al cervello e il cervello alla natura e poi ancora in un circolo eterno verso il respiro. Per continuare il flusso che ci mantiene in vita. Attorno anche gli aghi di pino sembravano respirare.

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