# partenza n.28

Salire gli scalini del cinema, prendere posto per riflettere sui turbamenti del mondo, i mali della civiltà e i suoi cancri, le dinamiche che infiammavano il pianeta, gli infernali dibattiti sul realismo e sui contenuti.

Lasciavano il posto in modo così netto e prorompente al desiderio che ancora non sapevano definire ma che esplodeva in modo inaspettato dentro un inverno cinico e impietoso. Lo sfioramento dei corpi era amplificato dal contesto di precario equilibrio emotivo in cui erano immersi.

Uno spiffero innocente, tensioni e colori carichi di promesse. Lei era in ritardo, dentro quella stanza rimaneva solo uno strano imbarazzo. La salutò farfugliando qualche scusa banale senza sapere il motivo preciso.

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