# partenza n.14

Era molto caldo in quel cortile senza alberi. Solo cemento in uno spazio ampio dove l’ombra sembrava sparita nei tre gradini lungo il bordo verso il cancello d’uscita.

Primo pomeriggio, il cortile rifletteva calore e desolazione, un calore reale che andava oltre l’apparenza. Anche il respiro sembrava corto e le poche frasi s’interrompevano per mancanza di ossigeno. Ogni respiro raccoglieva la poca aria rimasta con sussulti di fretta e con ansia crescente quasi dovesse finire all’improvviso. Rimaneva come unica azione il cercare un luogo protetto dalla noia eccessiva.

In cima ai gradini tendoni rossi tenuti sollevati da un cordone dorato. Altri, sempre di velluto rosso, immettevano in una sala buia dove si proiettava un film. Una specie di fotografia in primo piano che non finiva se non nella coda dei ricordi con un senso di solitudine e di nulla. Finiva tutto nel confine e nella immobilità.

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