Una poesia di venerdi, alla sera

da: La Terra Desolata, La morte per acqua – Thomas Stearns Eliot

Fleba il Fenicio, morto da quindici giorni, dimenticò il grido dei gabbiani, e il flutto profondo del mare e il guadagno e la perdita. Una corrente sottomarina gli spolpò le ossa in sussurri. Mentre affiorava e affondava traversò gli stadi della maturità e della gioventù entrando nei gorghi. Gentile o Giudeo o tu che volgi la ruota e guardi nella direzione del vento pensa a Fleba, che un tempo è stato bello e ben fatto al pari di te.

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