Gino Bartali “Giusto tra le nazioni”

Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000)

Ci sono persone che fanno cose straordinarie, lo fanno con gratuità senza volere nulla in cambio, rischiando la propria vita nei momenti più bui della storia. Ci sono persone che dopo avere fatto cose straordinarie non lo dicono a nessuno e ritornano a fare la propria vita come se nulla fosse successo. Ci sono persone che salvano migliaia di altre persone da persecuzoni orribili con una forza e una energia che forse non sapevano di avere.

Ci sono persone come Gino Bartali per esempio o come Giorgio Perlasca.

Questa è la storia di Gino Bartali, un campione del ciclismo, che proprio con la sua bicicletta salvò almeno 800 ebrei dalla deportazione nei lager nazisti tra il settembre 1943 e il giugno 1944, uno dei periodi più bui della storia d’Italia.

Da Repubblica, 23 settembre 2013

Il ciclista toscano rischiò la vita per salvare quella dei perseguitati dai campi di concentramento. Usando la sua bicicletta per nascondere documenti falsi, il campione salvò ottocento persone. Israele ha riconosciuto il suo impegno e ha in programma una cerimonia in Italia in suo onore anche in Italia.

Gino Bartali, il grande campione di ciclismo, è stato dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’ dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’olocausto fondato nel 1953. La nomina di ‘Giusto tra le nazioni’  è un riconoscimento per i non-ebrei che hanno rischiato la vita per salvare  quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

Bartali, oltre ad essere un campione delle due ruote, si distinse in quegli anni per il coraggio con cui collaborò per salvare dalla deportazione alcune famiglie. Sul sito dell’organizzazzione vengono spiegate le motivazioni della nomina. Gino Bartali “un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa”. Ques’ultimo è stato già riconosciuto Giusto tra le Nazioni da Yad Vashem.

“Questa rete ebraico-cristiana, messa in piedi a seguito dell’occupazione tedesca e all’avvio della deportazione degli ebrei, ha salvato – prosegue Yad Vashem – centinaia di ebrei locali ed ebrei rifugiati dai territori prima sotto controllo italiano, principalmente in Francia e Yugoslavia”.

Bartali, si legge ancora sul sito del memoriale ebreo, ha agito “come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei, Bartali ha trasferito falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto”. ll periodo in cui lavorò più intensamente per mettere in salvo gli ebrei è tra il settembre 1943 e il giugno 1944. Yad Vashem ha infine annunciato che in onore del campione della due ruote si terrà una cerimonia in Italia in una data ancora da stabilire.

Commozione e felicità, orgoglio e nostalgia. Questi i sentimenti della moglie del campione e del figlio Andrea. “E’ una cosa magnifica – afferma Andrea – Aspettavamo questa notizia già da qualche tempo, soprattutto dopo che un mese fa hanno fatto giusto tra le nazioni il cardinale Elia Dalla Costa”. E continua : “Saperlo proprio oggi quando qui a Firenze sono iniziati i Mondiali di ciclismo ha un significato enorme”. La famiglia di Bartali era stata invitata già nelle settimane scorse a Gerusalemme dal governo israeliano per il mese di ottobre quando si terrà una gran fondo di ciclismo intitolata a Gino Bartali.

Per il coraggio e l’umanità non comune, il ciclista toscano ha ricevuto la medaglia d’oro al merito civile dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi “per aver salvato almeno 800 ebrei”.

https://www.repubblica.it/cronaca/2013/09/23/news/bartali_giusto_tra_le_nazioni-67078081/?refresh_ce

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