Poesie del mercoledì: ancora da Primaluce

da: Tornare a casa

……. sulle brune scogliere scoscese di Las Cayes, rigonfio
frangente, il vento salato dell’Atlantico; odo una lingua recedere,
non scritta da te, e le voci dei bambini che leggono
la tua opera in una lingua, ma solo se ne hai avute due.
Dovrei chiedere alle nuvole di fermarsi, per le ombre
una pausa, perché sento la lingua che muore mentre cresce
tutto quanto l’assedia, i gesti cortesi della grazia.
Le mie dita somigliano alle spine, i miei occhi sono bagnati
come foglie di campeccio dopo uno spruzzo di pioggia,
quando il sole e l’acqua lottano per lo stesso luogo
come le due lingue che conosco – una così ricca
nelle sue sottigliezze imperiali, nella sua eco del privilegio,
l’altra come le parole arancioni di un pendio disseccato –
ma il mio amore per loro è vasto quanto l’Atlantico.

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