Uomini straordinari – Per una galleria di Maestri Ribelli (3)

Aarvo Ranzaainen 

“Dopo le luci, la leggera declinazione degli orizzonti aperti” – Aarvo Ranzaainen 

Quale miglior artista per aprire la sessione invernale del nostro festival del cinema di Aarvo Ranzaainen, l’immagine stessa, diremmo l’incarnazione, dello spirito del lungo inverno nordico.
Non solo emerge nel pieno delle sue pellicole il colore sfumato dei paesaggi in campo lungo, entrati da tempo nell’immaginario collettivo anche di quei popoli che appartengono al sud del mondo. Ma anche le lunghe e lente sovrapposizioni di veri e propri quadri impressionisti, giocate con sapienza registica pari solo alla vastissima e mirabile capacità di andare oltre la superficie piana.

Questo non è chiaramente cinema d’occasione, bensì un progetto giocato sul tempo e sugli anni dove ogni tessera è parte integrante, e intrigante, di una visione che l’artista ha cominciato a mostrarci con delicatezza dagli esordi, con il grande e insuperato capolavoro “La vera storia del lago salato”. 

Cinema dunque di prospettiva, certo non facile ed in alcuni frangenti perfino respingente. I suoi cambi di colore quasi come un caleidoscopio impazzito tra primi piani esasperati, fughe verso campi lunghi giocati in un ritmo tutto interiore alla natura: ecco il segreto, l’esasperazione dei rapporti e l’inclemente precipitare del clima. 

E’ proprio dal clima che dobbiamo partire per entrare nel grande labirinto costruito dal maestro. Il clima come cancello d’ingresso verso la simbologia impressionista delle sue opere fino ad ora conosciute (è opinione comune infatti che esistano moltissimi lungometraggi del tutto inediti). 

Il clima si trasforma nel tempo da un’accezione puramente meteorologica, evidente nelle prime opere brevi, in un metafisico apparire di personaggi scomposti nelle parti essenziali, dentro sapienti giochi di controluce e dialoghi mai banali o fintamente concettuali. Personaggi che diventano centrali, si badi bene, senza essere mai ripresi per intero, ma solo accennati e punteggiati, con un tocco di leggerezza che è diventata la vera carta d’identità dell’arte di Aarvo Ranzaainen.

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