Il cinema di primaluce, Nel corso del tempo

Girato in 11 settimane tra il 1 luglio e il 31 ottobre del 1975 tra Lüneburg e Hof lungo la frontiera con la Repubblica Democratica Tedesca. Bianco e nero.

Inizio. Dialogo tra il protagonista e un vecchio proprietario di sale cinematografiche sulla storia del cinema e sulla sostenibilità nei piccoli paesi . Titoli e presentazione. Il protagonista viaggia nelle città a fare manutenzione di proiettori di film. E’ fermo con il camion sulla riva del fiume. Arriva un’auto a folle velocità e senza accennare a frenate finisce nel fiume. Il guidatore (Kamikaze) riemerge e torna a riva. Viaggiano insieme nei paesi e nelle città. “Cosa vuoi sapere?”.”Chi sei?”.”Io sono la mia storia”. Morte di una donna in un incidente stradale, il racconto del sopravvissuto incontrato sulla strada.

“C’era un inchiostro col quale si poteva cancellare la vecchia scrittura e al tempo stesso scrivere qualcosa di nuovo”.

“In poche parole sognare era scrivere finché in sogno mi è venuta l’idea di cambiare inchiostro. Con l’inchiostro nuovo potevo vedere pensare e scrivere qualcosa di nuovo. Tutto si è risolto”.

La visita al padre di Kamikaze. “Voglio parlare di mia madre”.”Lo so, ma sono tre ore che non dici nulla”.”E tu ascoltami lo stesso”.

Il cinema. Il nazismo e la guerra. Il padre disperso.

La corsa in sidecar verso il Reno, l’attraversamento e la visita alla casa della gioventù. La scoperta di alcuni ricordi in una scatola di latta sotto a un gradino.

“Sono contento che siamo andati sul Reno. Per la prima volta mi sento come uno che ha un certo tempo dietro di sé. E questo tempo è la mia storia. E’ una sensazione tranquillizzante”.

“Gli americani ci hanno colonizzato il subconscio”. Robert (Kamikaze) lascia scritto: “Bisogna cambiare tutto. Ci vediamo. R”. “Farò del mio meglio”.

Nell’ultima scena il protagonista incontra la proprietaria di un cinema che dice: “Mio padre voleva che questo cinema continuasse a esistere. Anch’io. Ma è meglio che non esista più alcun cinema se il cinema è come quello attuale”.

Il film finisce con lui che strappa il suo piano di lavoro mentre la macchina da presa mostra l’insegna del cinema dove sono rimaste accese solo le tre lettere che formano la parola End.

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