85 metri da nord a sud, 97 metri da est a ovest

Potrebbe essere, seppur parziale, una specie di matematica della memoria. O del ricordo, come meglio si vuole.

Un ricordo che ormai non ricorda più nessuno perchè le persone che potrebbero farlo sono sempre meno. Sono passati gli anni e non è rimasto più niente. Era un grande edificio di ferro di 8.000 metri quadrati che ebbe origine il 23 novembre 1775 con un decreto di donazione alla città da parte del re. Un famoso marchese dell’epoca, eminente figura di snodo della storia della nazione, trovò una sistemazione adeguata per risolvere l’annoso problema della mancanza di uno spazio per i mercanti. E’ possibile datarne la fine nel 1947 quando è stato scritto “il destino fu segnato il 16 gennaio 1947 quando il sindaco della città fece approvare la demolizione dell’edificio”. La demolizione vera e priopria fu eseguita però nel 1949. Un giornale della capitale scrisse che era finita nel titolo di un suo articolo del 31 maggio di quell’anno. Nel mese di giugno le strutture metalliche furono vendute all’asta a un rigattiere dell’altra città più grande del paese.

L’edificio dunque era stato costruito in una grande piazza nel centro della città per concentrare in unico meracato i venditori ambulanti sparsi per tutte le vie. Nella piazza esisteva già un mercato e quindi non era una novità dopo che il terremoto del 1755 aveva distrutto la città.

La piazza aveva un nome ma tempo dopo ne prese un altro quando fu scavato un pozzo dove c’era un albero di fico. E proprio dal fico deriva il nome attuale. Lo spazio venne migliorato nel corso degli anni tanto che nel 1883 la prima costruzione venne smantellata e rifatta di nuovo con una inaugurazione in pompa magna alla presenza della famiglia reale.

Quindi, da quella data fino alla fine, la piazza fu uno dei centri vitali della città, con un traffico in aumento soprattutto nei giorni di festa attraendo, dice una cronaca dell’epoca, “un’immensa moltitudine di gente tra canti e balli”.

Ma poi tutto, o quasi tutto, finisce. Oggi non rimane niente di quel tempo se non la statua equestre del re che aveva donato il terreno, collocata nel 1971 e un dipinto su una parete che raffigura il mercato centrale di un tempo.

I protagonisti della storia sono:

la città: Lisbona

Il re: João I

La piazza: Praça da Figueira (traduzione “fico”, già Praça da Erva)

Il marchese: il marchese di Pombal

L’altra città del Portogallo (quella del rigattiere): Porto

Fonte: Diaro de Noticias, quotidiano portoghese

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