Val Codera

Mercoledì, ma non un mercoledì qualunque, un mercoledì finalmente libero di andare in montagna senza essere costretto al sabato o alla domenica.

La Val Codera è sempre stata una mia meta “privilegiata” frequentabile sia d’estate che d’inverno, sempre bellissima in ogni stagione. Si percorre tutto il lago di Lecco e si prosegue fino al paese di Novate Mezzola. Appena dopo la stazione della ferrovia si gira a destra e dopo poco si arriva al parcheggio di Mezzolpiano. Quindi si comincia subito a salire in modo sostenuto fino al paese di Codera (vedi foto).

Appena dopo il paese c’è un bivio: dritto sul sentiero si prosegue per il Rifugio Brasca. A destra invece si va in direzione del famoso Tracciolino, lunghissimo ma pianeggiante che porta fino a Verceia in Val dei Ratti. Oppure ci si può addentrare nella mitica Val Ladrogno fino al Bivacco Casorate Sempione. Da lì, luogo lontanissimo e solitario, si possono fare un paio di giri entusiasmanti. Andare fino alla Porta e scendere al Bivacco Valli (sentiero non facile, anzi in certi pezzi davvero pauroso) e quindi arrivare al Rifugio Brasca oppure proseguire fino alla Bocchetta di Spassato e da lì verso sinistra dirigersi al Rifugio Omio oppure scendere al Rifugio Volta e quindi arrivare a Frasnedo e Verceia (uno dei miei obiettivi per l’anno prossimo).

Proseguendo dopo Codera, prima di arrivare al Rifugio Brasca, si passa da due località che negli ultimi anni sono tornate a essere vive e abitate, Saline prima e Bresciadega poi. La scoperta piacevole di quest’anno è che i sentieri sono stati risegnalati: a Saline è comparsa l’indicazione per il Passo della Beleniga, un sentiero di cui avevo visto solo un video su YouTube.

Saline

Ancora più avanti si arriva a Bresciadega, dove c’è anche uno storico rifugio. Negli anni sono state ristrutturate le abitazioni ed è davvero un luogo bellissimo.

Bresciadega

Ormai per il Brasca manca davvero poco. Ci si arriva dopo circa una mezz’ora passando per un bosco meraviglioso che se capita di farlo con la neve sembra di essere in un luogo magico.

Il Rifugio Brasca

Finalmente si arriva. Dalla partenza sono circa 3 ore / 3 ore e 30 minuti. Qui comincia un altro mondo. Fino a Bresciadega il percorso è bello anche se il sentiero è stato allargato e trasformato per farci passare mezzi a motore usati dai locali. Da qui in poi comincia invece la vera magia di questi luoghi. Innanzitutto è bene dire che finalmente il rifugio è aperto. Per anni quando si arrivava qui si sostava fuori perchè per la maggior parte dell’anno il Brasca era tristemente chiuso. Dall’anno scorso invece ci sono dei rifugisti che ne hanno preso la conduzione con passione tenendolo aperto nei fine settimana fino a novembre.

La maggior parte degli escursionisti si ferma qui e non va oltre. Ma dal rifugio partono tre sentieri straordinari che permettono di scoprire luoghi selvaggi lontano dal mondo e di fare delle traversate avventurose in ambienti grandiosi.

Il primo va verso il Bivacco Valli dal quale poi partono due altri sentieri: uno a destra che sale alla Porta e traversa al Bivacco Casorate Sempione, l’altro diritto che va al passo del Lingoncio con il sentiero attrezzato Dario e Paolo e quindi raggiunge il Rifugio Omio in Val Masino.

Il secondo è il classico Sentiero Roma che si dirige al Rifugio Gianetti in Val Masino dal passo del Barbacan e quindi in un ambiente tra i più belli delle Alpi percorre diverse valli e passi per andare al Rifugio Ponti e volendo arrivare sotto il Disgrazia e in Val Malenco (oggi ho fatto un pezzo di questo sentiero arrivando alle case dell’Averta dove nelle vicinanze c’è un bivio che porta a destra al Passo dell’Oro e quindi all’Omio).

Indicazioni dei sentieri al Rifugio Brasca
Laggiù in fondo si vede il paese di Bresciadega
Anche qui secondo antiche mappe ci dovrebbe essere un sentiero verso la Val Masino

Il terzo, il mio preferito, va diritto verso il Passo del Porcellizzo. Attraversa una valle lunghissima costeggiando un torrente in boschi stupendi dove non incontri anima viva. Sembra non finire mai ma a un certo punto in fondo alla valle ti trovi di fronte una parete e ti chiedi come farai a proseguire. Ti avvicini e sali su un sentiero magnifico dentro la roccia fino all’Alpe Sivigia. Prima però devi attraversare il corso impetuoso di un torrente aiutato da una corda. Quest’anno però il mal tempo ha fatto franare tutto e sembra sia molto difficile passare. Comunque, quando ci si riesce si risale con grande fatica in un ambiente severo che non descrivo perchè non ho aggettivi sufficienti. Poi con grande pazienza si traversa e si arriva, prima del Passo Porcellizzo, al Bivacco Pedroni del Prà. Qui ci si siede e si rinasce. Uno dei posti più belli del mondo!

Il bivacco Pedroni del Prà!

continua….

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