La pantera nera di Casalbuttano

Questa è la storia di una pantera nera. Questa è la storia di una pantera nera che in tanti dicono di avere visto. Questa è la storia di una pantera nera che in molte estati è stata cercata nelle campagne attorno a Cremona. Questa è la storia di una pantera nera che è finita sulle prime pagine di giornali locali e forse anche in qualche servizio dei telegiornali locali di reti nazionali.

Questa è la storia di una pantera nera che quasi ogni estate si fa viva nelle campagne vicino a Cremona. O meglio questa è la storia degli avvistamenti di una pantera nera che quasi ogni estate riempie le pagine delle cronache locali per la gioia di noi lettori e degli abitanti del luogo.

La chiamo pantera di Casalbuttano perchè, se non ricordo male, ai tempi dei primi avvistamenti preferiva farsi vedere attorno a quel paese. Forse ricordo anche i titoli dei giornali che dovendo trovare un richiamo a effetto per i lettori appassionati e fedeli facevano riferimento al paese. Ma forse non ricordo bene e mi piace solo associare i due suoni “pantera” e “Casalbuttano”.

Dopo un lungo silenzio durato qualche estate quest’anno la signora pantera sembra essere stata avvistata da almeno tre persone che percorrevano una strada sterrata che collega Cremona a Stagno Lombardo passando per Gerre de’ Caprioli. Che poi sarebbe coerente, perchè questi luoghi non sono molto lontani da Casalbuttano. Io però, se fossi un abitante del paese, rivendicherei a voce alta l’appartenenza della pantera e anzi farei una proposta per assegnarle la cittadinanza. Non capita tutti i giorni di potersi fregiare di una così importante appartenenza.

Sarebbe bello intervistare la pantera per chiederle se trova il paese di suo gradimento, come noi possiamo solo ipotizzare dalla sua lunga permanenza, e se eventualmente ci potesse dare dei suggerimenti su come migliorare i servizi per permettere ad altri suoi simili di alloggiare in paese. Non è roba comune avere una pantera nera che circola libera nel territorio!

L’idea che mi sono fatto è che deve trattarsi di un felino molto educato, pignolo, metodico, silenzioso, timido, rispettoso dell’ambiente sociale, forse vegetariano e ambientalista. Secondo le testimonianze dei cercatori locali di pantere non lascia nessuna traccia del suo passaggio, come per esempio carcasse di animali o tracce ben definite, non si fa mai sentire, non attacca gli abitanti del luogo ma quando è avvistata anzichè tirare fuori le sue qualità prefersice dileguarsi nella macchia e forse arrossire al solo pensiero di cosa avrebbe potuto combinare se non avesse avuto una educazione pacifista e rispettosa delle altrui esigenze.

Visto quello che succede oggigiorno a questo mondo una qualità che si sta perdendo! Se scrivessi questo su un social network potrei aspettarmi reazioni come “la pantera stia a casa sua” “via dalle nostre campagne” “perchè non te la prendi tu a casa tua?” “ecco i soliti radical-chic che vogliono importare le pantere a casa nostra” e così via. Chissà cosa ne pensano gli abitanti del cremonese…

Ma per noi che crediamo ancora nel mercato, seppur mediato da un’intelligente e accorto intervento pubblico nell’economia, in questa epoca di scarsa crescita economica e sull’onda della sempre maggiore importanza dei servizi, sarebbe forse opportuno riuscire ad arrivare a patti con la pantera e pregarla di offrire la sua presenza perlomeno durante il periodo estivo per attrarre turisti e quindi creare un indotto favorevole per il commercio locale. Se poi si riuscissero a creare delle sinergie con gli altri luoghi del territorio si potrebbe ottenere un rilievo nazionale e forse internazionale con evidenti benefici per tutti. Condizione essenziale un accordo soddisfacente per le parti e ovviamente una presenza mediatica affidata a professionisti della materia.

Per ora la povera pantera passeggia in campagna scegliendo luoghi non troppo popolati. Forse perchè come si diceva è timida o forse perchè non crede alle sue qualità. Forse non ha frequentato corsi di marketing o forse, visti i numerosi anni in cui si fa vedere è un po’ anziana e quindi crede nelle vecchie abitudini sociali e si aspetta che qualcuno l’avvicini amichevolmente e le parli come si faceva ai vecchi tempi proponendole un accordo con una vigorosa stretta di zampa e di mano.

Ma purtroppo, se la pensa davvero così, temo dovrà aspettare ancora per molto tempo che qualche buona anima gentile capisca le sue preferenze e l’avvicini con amicizia. Sono tempi difficili per le relazioni umane!

Chiudo con un pensiero al movimento delle Pantere Nere che certo non piacerà ai sovranisti nostrani, tutti impettiti nella difesa della propria bianchitudine, manco fossero i nipoti del KKK.

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