Uomini straordinari – Per una galleria di Maestri Ribelli (2)

J.J. Zagorg 

“Cosa intendiamo quando parliamo di domande?” – J.J. Zagorg 

Fuoco, fiamme, numeri, arte sotterranea, medicina alternativa, spazi che si creano liberando le urla dal profondo. La macchina da presa si muove liberamente sulle rotaie del ponte. Zoom sui passanti, obiettivo sugli scarsi animali nell’acqua, la corrente si muove trascinata da qualche turbine del fondo. Il furgone si muove dentro la pianura in bianco e nero. Fermo immagine in campo lungo. Due gambe riprese dal basso verso l’alto, scendono con un salto secco. Ora la figura tutta intera si sgranchisce sulla riva del fiume. Lo specchio retrovisore è usato come specchio da barba, gli occhi vedono un’automobile lanciata a forte velocità. Adesso si ferma. No. Non si ferma. Finisce nel fiume con uno splash. Il guidatore esce faticosamente. Trascina una borsa di pelle proprio mentre l’auto scompare nel fiume. 

E’ sommersa. E’ scomparsa. I due si guardano in faccia e scoppiano a ridere. Cosa è una citazione? Un altro giro di orologio completato. Un frammento del sogno nella sua sede naturale  dove il tempo scorre linearmente. Qualcuno crede sia una linea che debba essere scomposta segmento dopo segmento. Qualcuno crede sia un segreto costante. 

Cosa intendiamo quando parliamo di domande? Come può il ritmo del racconto arrivare ad una possibile spiegazione? E’ possibile abbozzare una teoria credibile? Perché il feedback entra di prepotenza a spalancarci le porte della luce? E il passato, allora? Nello stesso momento una visione di quello che non abbiamo ancora visto intercetta come una scarica elettrostatica le immagini di un hot spot. 

Boom, boom boom!
Un giardino disegnato sapientemente da illustrazioni e da allegorie. Mi segui? Puoi vedere adesso anche dentro la casualità delle spiegazioni che trascendono? Va oltre, vuoi dire. Oltre l’uomo in bianco e nero che perde l’acqua del fiume. Ora è coperto, lo vedo, gira e il cerchio nel quale è rinchiuso è una magia. Le sfavillanti fiammate oltre il cancello. Ora le figure non hanno spigoli e neppure senso della rotazione. Attriti di materia diventano materiali sonori. Interstellar Space. Curve di ampiezza, curve nel buio eccedente. Rainbow in a Curved Air. John e Terry raccolgono omaggi mischiati, l’anticipo delle loro anime sul tessuto decorato con appoggi inconsistenti.
Dove siamo veramente oggi? 

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